Tribunale Castrovillari, Affidamento super esclusivo e figlio in struttura protetta

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1997

Tribunale Castrovillari, sentenza n. 728 del 27.07.18

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Il c.t.u. è pervenuto alla conclusione che ricorre, nel caso di specie, un grave e complesso processo di alienazione parentale, nella quale la resistente “ha inesorabilmente condizionato e manipolato psicologicamente il figlio” a danno del ricorrente, instaurando un rapporto simbiotico con il figlio, nel quale l’una si confonde con l’altro e ciascuno fa propri i pensieri, le paure, le convinzioni dell’altro in una relazione di profonda interdipendenza affettiva, alla quale rimane completamente estraneo il padre, che ha perso ogni contatto con il figlio sin dall’epoca della denuncia del e che, allo stato, è completamente rifiutato dal figlio, il quale, convinto di avere subito abusi sessuali e maltrattamenti dal padre, percepisce di quest’ultimo solo aspetti negativi, a fronte degli aspetti esclusivamente positivi della madre, ciò rivelando un processo di scissione, in cui “il genitore rifiutato è percepito come assolutamente cattivo, mentre quello accettato come assolutamente buono”, senza alcuna ambivalenza, come riscontrato nel corso dei colloqui dal c.t.u. e confermato dai risultati dei test somministrati.
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Ne consegue la necessità dell’allontanamento del minore dalla madre ed il suo collocamento presso una struttura protetta, come suggerito dal c.t.u., al fne di consentire un autonomo riassetto psicologico del minore in un contesto neutrale, scevro da condizionamenti di sorta. Tale soluzione è stata fortemente contrastata dai consulenti di parte della resistente che hanno mosso specifche censure all’operato del c.t.u. ed alle conclusioni rassegnate dallo stesso, denunciando errori metodologici e mancata obiettività delle valutazioni. Tuttavia, ritiene questo Collegio che dette censure sono state sufcientemente contrastate dalle controdeduzioni svolte dal c.t.u., le cui considerazioni, deve evidenziarsi, riposano non già su opinioni personali, bensì sull’obiettiva osservazione dei soggetti coinvolti (genitori, minore, familiari) e sull’approfondito esame dei documenti in atti e, come già rilevato, confermano evidenze già emerse nel corso del giudizio. Esse, inoltre, appaiono coerenti con l’orientamento della giurisprudenza di legittimità, che ha chiarito che “In tema di affidamento di fgli minori, qualora un genitore denunci comportamenti dell’altro genitore, affidatario o collocatario, di allontanamento morale e materiale del fglio da sé, indicati come signifcativi di una sindrome di alienazione parentale (PAS), ai fni della modifca delle modalità di affidamento, il giudice di merito è tenuto ad accertare la veridicità del fatto dei suddetti comportamenti, utilizzando i comuni mezzi di prova, tipici e specifci della materia, incluse le presunzioni, ed a motivare adeguatamente, a prescindere dal giudizio astratto sulla validità o invalidità scientifca della suddetta patologia, tenuto conto che tra i requisiti di idoneità genitoriale rileva anche la capacità di preservare la continuità delle relazioni parentali con l’altro genitore, a tutela del diritto del figlio alla bigenitorialità e alla crescita equilibrata e serena
(Cass. n. 6919/2016).
Ciò rivela l’irrilevanza di un approccio clinico alla questione, pure sostenuto dal consulenti di parte, ed induce a valorizzare i comportamenti tenuti, oggettivamente osservati, ed l’efettiva incidenza di questi sul minore, su cui, in via esclusiva, il c.t.u. ha fondato le indagini, le valutazioni e le conclusioni.

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P.Q.M.

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  • affida il figlio minore in via esclusiva al padre, il quale assumerà in autonomia ogni decisione relativa alla vita ed alle esigenze ordinarie e straordinarie del minore inerenti all’educazione, all’istruzione ed alla salute, residuando in capo alla madre soltanto il dovere e la facoltà di vigilanza;
  • dispone il collocamento del figlio minore per un periodo di sei mesi presso la struttura protetta…;
  • affida al Consultorio di … l’incarico predisporre ed avviare il trattamento psicologico sul minore finalizzato all’intervento sui falsi ricordi ed al ripristino del legame con il padre, come meglio specificato in parte motiva;
  • dispone che, in caso di mancata spontanea esecuzione, al collocamento del minore presso la struttura protetta provveda il padre affidatario con l’ausilio del personale specializzato;
  • incarica la struttura protetta … ed il Consultorio di … di inviare relazione periodica bimestrale al Giudice tutelare;
  • dispone, al termine del periodo di collocamento presso la struttura protetta, la domiciliazione del minore presso l’abitazione del padre, con il quale convivrà, e la frequentazione con la madre secondo le modalità ed i tempi che il personale specializzato che avrà in cura il minore riterrà più opportuni;

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